OSSERVATORIO sulla GIUSTIZIA
The Observatory of Justice
il Caso Mattei a 120 anni dalla nascita
www.OSSERVATORIOsullaGIUSTIZIA.it dalla nostra Redazione di Macerata, 16 maggio 2026. Editoriale del Direttore: Dott. Amedeo Recchi – tessera Ordine dei Giornalisti n° 087671.
Da moltissimi anni seguo il caso Mattei, fin dai miei primi studi di giurisprudenza e giornalismo d'inchiesta risalenti agli anni '80. Il 2026 segna il 120° anniversario della nascita del grande Capitano d'Impresa fondatore dell'ENI e ucciso con un attentato nel lontano 1962, mandanti e autori ancora ignoti. Per la ricorrenza dell'anniversario di nascita si è espressa anche la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni con una lettera (vedi in coda) indirizzata alla Casa Museo di Enrico Mattei situata nella Provincia di Macerata, nel Comune di Matelica. Mattei era originario di quelle parti, nato ad Acqualagna in Provincia di Pesaro ma per molti anni residente con i suoi familiari a Matelica dove esiste una Piazza centrale dedicata alla sua memoria, di fianco alla Loggia dei Mercanti. Mi sono recato personalmente in quella città nel 2001, al Teatro Comunale, dove venne presentato uno dei libri storici dedicato alla sua figura e scritto da un suo ex collaboratore, poi diventato professore di storia all'Università di Bologna: il Prof. Nico Perrone (prima e seconda fotonotizia e rassegna stampa di archivio in questo servizio). A suo tempo, ormai 25 anni fa, pubblicai una breve recensione nel giornale che ho fondato al Tribunale di Milano all'inizio di Tangentopoli: “l'Osservatorio sulla Giustizia. La recensione dell'epoca era ancora su carta, quindi con spazi editoriali molto limitati. Ora, con la versione digitale, posso permettermi di illustrare un pur breve riepilogo cronologico e una breve rassegna stampa generale.
Breve cronologia storica politico economica.
Per sintesi occorre tenere a mente l'inizio degli anni '50. Il 1952/53 vede l'ingresso dell'ENI nello scenario nazionale e internazionale, per volontà dell'allora potentissima DC, Democrazia Cristiana, con ai vertici Ezio Vanoni – Ministro delle Finanze, molto vicino agli ideali e all'operato di Enrico Mattei. L'istituzione dell'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI) si può tranquillamente e storicamente attribuire, a pari merito, a queste due alte personalità politiche ed economiche italiane. Non filò tutto liscio. Nel '52 vi furono degli oppositori tra cui Don Luigi Sturzo, in quel periodo Senatore della Repubblica ed esponente della minoranza DC PPI (Partito Popolare Italiano di cui era stato fondatore insieme al marchigiano Don Romolo Murri di Monte San Pietrangeli / Torre San Patrizio in provincia di Fermo a pochi chilometri da Matelica). Scenario storico nelle Marche: la versione “extraparlamentare di Don Sturzo nelle Marche era rappresentata dal cofondatore del PPI, Don Romolo Murri, indottrinato nella fides et ratio dall'allora Capo della Congregazione del Santissmo Sacramento della diocesi FermanoMaceratese, cioè il Priore Antonio Ripani, padre della Dama del Sacro Ordine di Gesù Maria Giovanna Recchi Ripani (mia madre). Queste fonti storiche rappresentano, in parte, la scissione dei Cavalieri Bianchi dalle colonne patriotiche comuniste dei Partigiani Rossi. La scissione venne ufficializzata da Enrico Mattei con la costituzione del FIVL (Fronte Italiano Volontari della Libertà – primo congresso a Roma nel 1950) con l'accusa formulata da Mattei verso l'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) di essere una “Colonna armata del Partito Comunista” (molto vicina alle future avanguardie insurrezionaliste brigatiste). In pratica erano gli stessi ragionamenti del Gruppo “Stay Behind” di GLADIO, del quale Mattei faceva parte a quanto veniva affermato dalla Commissione Stragi presieduta dal Senatore Avvocato Giovanni Pellegrino. Ho incontrato personalmente il Capo della Commissione stragi sempre in provincia di Macerata, a Camerino, nell'aula medievale della Rocca Universitaria, pochi giorni dopo l'evento al Teatro di Matelica. Pellegrino ha confermato la sua tesi: «La strategia della tensione è iniziata con l'uccisione di Mattei». In effetti il piano SB dei Servizi Segreti Americani, implicati nella propagazione del periodo stragista in Italia, a ben guardare, era mirato a delegittimare sia le colonne partigiane rosse comuniste, sia i Cavalieri Bianchi cioè i partigiani di area cristiano-cattolica (di area DC) guidati da Mattei. Non scordiamoci che all'inizio della sua carriera imprenditoriale milanese (industrie fornitrici di componenti per la guerra) Mattei era simpatizzante della destra nazionalista di Benito Mussolini, fiducioso di poter estendere i suoi affari con il Capo dei Fascisti anche nel nord Africa.
L'Attualità
L'Onorevole Giorgia Meloni ha deciso di nominare l'intervento politico economico italiano nel nord Africa chiamandolo “Piano Mattei” in onore della grande figura del Maceratese. Recentemente, uno dei familiari residenti a Matelica si era opposto all'utilizzo del famoso cognome. Ma Rosangela Mattei, la nipote di primo grado figlia di Italo fratello di Enrico (vedi rassegna stampa sotto), ha più volte e in varie occasioni istituzionali elogiato l'operato del Premier Meloni e del Vice Premier Tajani. Nella penultima fotonotizia in rassegna stampa si può prendere atto dei ricevimenti ufficiali di Palazzo Chigi tra gli Ambasciatori del Piano Mattei e la discendente di Enrico Mattei, Rosangela Mattei.
L'auspicio (conclusioni)
Ci auguriamo che il 2026, anniversario della nascita di Enrico Mattei, sia foriero di iniziative mirate e funzionali per il risanamento dei vari dossier pendenti tra l'Italia e il nord Africa: contrasto all'immigrazione illegale, opposizione alle mafie inter-continenentali e soluzioni pratiche alle crisi energetiche. Il mese di giugno 2026 peraltro, coincide con il termine della fruizione dei fondi PNRR, quindi questo anno verrà ricordato in futuro non solo come il 120° dalla nascita dello statista ma anche come l'anno in cui l'Italia sarebbe dovuta ripartire grazie alla corretta fruizione dei Fondi di ripresa e resilienza.
servizio realizzato dal giornalista fotoreporter dottor Amedeo Recchi tessera Ordine Nazionale dei Giornalisti n° 087671 - direttore dell'OSSERVATORIO sulla GIUSTIZIA



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