giovedì 19 ottobre 2017

Crimini Ambientali: Spara col Fucile in Area Protetta sulla Statale Adriatica

Crimini Ambientali: Spara col Fucile in Area Protetta sulla Statale Adriatica
 Riviera Adriatica - Regione Marche - Ottobre 2017. Da un paio di anni uno o più soggetti non identificati hanno preso di mira l'Area Naturalistica Protetta situata a nord di Civitanova Marche e riconosciuta con la Legge Regionale 54/72 come ben descritta nel cartellone illustrativo (Fotocopertina servizio) dove vengono indicate le specie protette tra cui il "Corriere piccolo" che può sembrare il nome di un giornale ma si tratta di un uccellino di rara diffusione che ama correre sulle proprie zampette nell'arenile con flora e fauna particolarmente adatta alle sue esigenze di vita. Spesso però, specialmente nel periodo di mezza estate, cioè quando le coppie di uccellini in questione si sono riprodotte e stabilizzate nella zona protetta, arrivano dei cacciatori di frodo in orari in cui la popolazione balneare è ancora assente, quindi verso le 5 del mattino, ponendo in essere una vera mattanza. Non contenti dello "sterminio estivo", tali soggetti "Autentici Criminali col fucile" proseguono anche in altre stagioni la mattanza: ecco alcune foto scattate nel periodo autunno/inverno 2017 con gli uccellini impallinati proprio a ridosso della ferrovia Ancona-Pescara, IN PIENO POMERIGGIO (dalle ore 14,00 alle 16,00 del 16 ottobre 2017) col rischio di colpire anche gli ignari passeggeri dell'importante snodo di scorrimento ferroviario che unisce il nord al sud del Paese. Ci sono pure soggetti che accedono noncuranti dei cartelli, appiccando fuochi (foto sotto), calpestando le zone, compiendo in essere altri crimini oltre a quelli ambientali (consumi smodati di alcool acquistato da soggetti islamici radicalizzati nel nuovo supermercato e consumato in spiaggia, atti osceni in luogo pubblico, spaccio di stupefacenti, prostituzione maschile, femminile italiana ed extracomunitaria). Di più: i Cacciatori di frodo rischiano di colpire pure i clienti dell'antistante autofficina Citroen, del nuovo supermercato Eurospin e gli automobilisti della Statale Adriatica. Nell'area in questione c'è anche un deposito di bombole di Gas metano che se colpite col fucile per un errore di mira "potrebbero reagire male" esplodendo e causando un'autentica strage nel distributore e sulla Statale (freccia blu ultima foto nel servizio). Sono state più volte chiamate le Forze dell'Ordine (113, 112, 1515 Forestale) ma il/gli autore/autori degli atti criminosi sono ancora Liberi "Uccel di Bosco".  
in coda: la Lettera del WWF al Ministro dell'Interno circa la pericolosità della diffusione e dell'uso dei fucili a canna lunga che sono in grado di colpire chiunque si trovi nel raggio di 4 km.

 
 

 
 

 il WWF scrive al Ministro dell'Interno Minniti

ecco il contenuto

17 morti e 27 feriti in meno di 3 mesi dall’apertura della caccia. Questo il bilancio della prima parte della stagione venatoria in corso che emerge dai dati dell’Associazione vittime della caccia. Un numero preoccupante che coinvolge sia cacciatori sia persone del tutto estranee all’attività venatoria. Il WWF ha così deciso di scrivere al ministro dell’interno, Marco Minniti, sottolineando l’urgenza del problema e la necessità di intervenire con una serie di misure. Non si tratta di fatalità, come spesso si legge dalle cronache dei giornali locali, ma di incidenti tutt’altro che inevitabili e spesso causati da una " aperta violazione della Legge quadro nazionale (Legge n.157/1992) e delle Leggi regionali di settore" come si legge nella lettera a firma del Vice Presidente dell’Associazione, Dante Caserta. Secondo il WWF i comportamenti più pericolosi alla base di questa "escalation" (erano state 16 le vittime della caccia in tutta la stagione 2016-2017) sono: il mancato rispetto delle distanze minime da strade e centri abitati; una tendenza a sparare senza inquadrare il "bersaglio"; la cattiva abitudine di accompagnare le battute di caccia , soprattutto quella al cinghiale, con "colazioni", spesso comprensive di vino e altri alcolici . A tutti questi fattori negativi si aggiunge l’elevata età media dei possessori di licenza di caccia. In particolare il mancato rispetto della distanza di sicurezza da abitazioni e centri abitati aumenta di molto il rischio di provocare incidenti: non sono mancati episodi nei quali i pallini da caccia hanno centrato cortili o abitazioni. "A tali comportamenti – si legge nella lettera WWF indirizzata al ministro dell’Interno - si accompagna la possibilità per un cacciatore alla prima licenza di caccia (18 anni) di detenere e utilizzare un numero illimitato di fucili da caccia, anche a lunga gittata". Queste e altre cause, rintracciabili anche nei rapporti delle guardie volontarie WWF, aumentano di numero se si considera la caccia al cinghiale, tra le più cruente. La cosiddetta "braccata" infatti, è un tipo di caccia complessa, che richiede un grado di perizia maggiore e un’ottima conoscenza dell’habitat circostante. Una pratica di questo tipo dunque, può risultare ancora più rischiosa se praticata in zone frequentate da "civili". Spesso con fucili da caccia regolarmente registrati si sono commessi anche omicidi. Questo aspetto, unito al problema dell’uso di alcol, fa sorgere legittimi dubbi sull’accuratezza delle verifiche psicologiche a cui vengono sottoposti i cacciatori, prima di consegnare loro armi estremamente pericolose. Alla luce di queste osservazioni, il WWF Italia ha proposto alcune misure preventive da mettere in atto il prima possibile per evitare che il numero di vittime innocenti continui ad aumentare. Tra queste: incrementare l’attività di vigilanza e rendere molto più severi gli esami per la licenza di caccia; limitare l’uso di armi a canna rigata, in grado di sparare a 4 km di distanza; effettuare maggiori controlli sulle licenze di caccia, vietare l’assunzione e la detenzione di sostanze alcoliche. Prendere in seria considerazione anche il divieto di caccia nei giorni festivi nelle aree altamente frequentate da sportivi ed escursionisti. La maggior parte delle giornate di caccia si svolgono infatti il sabato e la domenica, nei quali i cacciatori si trovano a occupare spazi sottraendo, con l’esercizio dell’attività venatoria, tranquillità e serenità a famiglie e amanti della natura. Infine il WWF chiede al ministro Minniti di agevolare la nomina di nuove guardie volontarie delle associazioni di protezione ambientale, favorendone altresì quanto più possibile le attività, oggi ostacolate e comunque caricate di un gravame burocratico eccessivo non adatto ad un’attività di volontariato svolta a favore della collettività.
Direct Link News WWF:
sotto: immagini relative al servizio del 12 gennaio 2018 ore 13,33 tra Loreto e Osimo, sulla Statale Adriatica in piena zona di ripopolazione Divieto di Caccia
 


Aggiornamenti: 24 aprile 2018 ore 16,30: due operatori ecologici extracomunitari raccolgono lo sporco sull'arenile e lo gettano all'interno dell'area ambientale protetta delimitata dalle corde foto + video
 

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