mercoledì 2 gennaio 2019

il + Grande Ordine dei Giornalisti è Milano: 24.000 !!!

il più Grande Ordine dei Giornalisti è Milano
più di 24.000 iscritti !!
www.TheObservatory.it  Il più grande "Club community" di Giornalisti è Milano (Ordine dei Giornalisti della Lombardia) con più di 24 mila iscritti. Lo ricorda il Presidente Alessandro Galimberti (in fotocopertina su RAI news) nella sua lettera di fine anno 2018 e inizio 2019, nella quale elenca i punti di Best Practice posti in essere fin dal suo insediamento, con la sistematica riduzione del 30% delle spese e la totale gratuità del lavoro Ordinistico svolto per pura passione e senso civico, rinunciando al cosiddetto "gettone di presenza". Ecco il testo integrale. «Cara collega, caro collega, In un anno abbiamo rivisto tutti i contratti di fornitura dell'ente, messo in atto una forte spending review riducendo di oltre il 30% le spese, istituito per la prima volta la Commissione pari opportunità, rilanciato il Master in giornalismo, gestito più di 250 corsi di formazione, messo in sicurezza il sistema informatico, siglato accordi con la Casagit per agevolazioni sanitarie, con Artema per la Pec gratuita...e molto altro ancora. Allo scadere del 2018 (primo anno solare intero di questa Consiliatura, entrata in carica il 16 ottobre 2017) e all’esordio del nuovo anno vorrei condividere una breve cronistoria delle iniziative svolte sin qui e fare il punto della situazione dell’attività del nostro Consiglio. Condividere queste informazioni, oltre che un dovere - vista la natura di ente pubblico dell’Odg - credo possa aiutare a sentirci tutti parte attiva di una grande comunità professionale (circa 24 mila iscritti, la maggiore community giornalistica in Italia) e a fare ognuno la propria parte per rafforzare la nostra percezione nell’opinione pubblica, così duramente esposta al degrado complessivo della info/comunicazione corrente. Perdonami la sintesi per punti, ma ritengo che ai fatti – quelli veri e verificati – non servano molte perifrasi di corredo: 1) dodici mesi fa abbiamo risolto il delicato doppio contenzioso giudiziario in corso dal 2014 tra l’Ordine lombardo e l’Ordine nazionale che pesava come un macigno sull’attività e sul futuro del nostro Ordine (rischio soccombenza stimato – al massimo - in 1 milione di euro, chiuso con una transazione con il Cnog al 10% del valore/rischio); 2) abbiamo rivisto tutti i contratti di fornitura di beni e servizi di vario genere, riducendo di oltre il 30% tutte le spese. La spending review, che ci ha occupato a tempo pieno nei primi mesi della Consiliatura, era urgente e indifferibile per evitare il default dell’Ogl, che aveva chiuso tutti gli ultimi 10 esercizi annuali in forte perdita finanziaria; 3) abbiamo ribassato del 37% l’affitto della sede, canone mai rinegoziato dal 2005 fino al 2017; 4) abbiamo siglato una convenzione con la Casagit per offrire i servizi sanitari a prezzi calmierati ai colleghi freelance (e ai loro familiari) non iscritti alla Cassa malattia giornalisti; 5) abbiamo rilanciato l’Associazione Walter Tobagi per la formazione al giornalismo - presidente Fabio Cavalera - e istituito tre borse di studio per la Scuola di giornalismo Walter Tobagi (per la prima volta dall’avvio, 10 anni fa, della convenzione con l’Università Statale di Milano); 6) abbiamo insediato il nuovo Consiglio di disciplina nominato dal presidente del Tribunale di Milano e presieduto dal collega Paolo Colonnello. Il Consiglio di disciplina, nel corso del 2018, ha esaminato oltre 200 fascicoli ed ha emesso 76 delibere; 7) abbiamo fornito consulenza su dichiarazioni dei redditi, attività fiscali legate a Partite Iva e altro ancora a oltre 1.500 colleghi; 8) abbiamo fornito consulenza legale e recupero crediti a più di 1.000 colleghi, soprattutto freelance; 9) abbiamo organizzato un confronto pubblico, allo Iulm, con i candidati governatori alla Regione Lombardia, ripreso in streaming da innumerevoli testate giornalistiche nazionali e locali; 10) con l’ufficio Formazione abbiamo organizzato e gestito più di 250 corsi di aggiornamento professionale in Lombardia, tra cui il Festival del giornalismo digitale locale a Varese, quest’anno esportato anche a Pavia e a Cremona. Grazie all’enorme offerta di Milano e della Lombardia – abbiamo partnership con le più importanti multinazionali, start-up, enti e associazioni culturali del territorio - il livello medio dei corsi (tutti gratuiti per gli iscritti) è risultato altissimo e del tutto adeguato agli scopi di aggiornamento che la legge richiede; 11) ho richiamato in privato e poi pubblicamente il direttore editoriale di una grande casa editrice internazionale al rispetto del lavoro giornalistico e alla deontologia, evitando sovrapposizioni e sconfinamenti nel marketing e nella pubblicità e diffidandolo a non sostituire il lavoro giornalistico con l’impiego di blogger e influencer; 12) ho richiamato ai doveri deontologici il direttore di un sito web per l’irrisoria retribuzione proposta ai collaboratori, ottenendo il ritiro del bando pubblico; 13) abbiamo messo in sicurezza il sistema informatico degli uffici e il database degli iscritti; 14) abbiamo allineato il lavoro e i processi produttivi dei nostri uffici alla legge europea "data protection" (Gdpr) entrata in vigore a maggio 2017; 15) è stato digitalizzato il bollino di iscrizione annuale all’Odg, scaricabile dal sito; 16) abbiamo sottoscritto un accordo con Artema Tecnologie e Sviluppo per fornire gratuitamente e gestire la Pec (Posta elettronica certificata) di ogni iscritto. In tal modo allineeremo alle prescrizioni di legge (in vigore dal 2009) i quasi 20mila colleghi lombardi non ancora dotati di Pec e quindi non ancora in regola nei rapporti con la Pubblica amministrazione; 17) abbiamo costituito, per la prima volta, la Commissione pari opportunità dell’Ordine della Lombardia la cui delegata è Gegia Celotti; 18) abbiamo prodotto ed editato il primo libro dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, proprio su un tema di genere: "e-voluzione Donna. I periodici femminili dalla carta al web" presentato finora al festival della letteratura di Mantova, all’Università Bicocca di Milano, al Festival Glocal di Varese e al Comune di Ancona (altre date sono in corso di fissazione). Come avrai potuto notare è stata attuata una politica di forte contenimento delle spese ma senza comprimere in alcun modo i servizi agli iscritti. Anzi, al contrario, in molti casi sono stati potenziati aumentandone il numero e la qualità. Così sarà, ancor più, nel corso del 2019. All’inizio del prossimo anno, tra l’altro, presenteremo un nutrito elenco di convenzioni stipulate con enti, teatri, negozi e attività di servizio che potranno essere utilizzate con sconti e agevolazioni da tutti gli iscritti all’Ordine della Lombardia. E sempre nel 2019 provvederemo a digitalizzare tutto il lavoro di sportello e di archiviazione dei dati. Una necessità - per noi - non più procrastinabile e un servizio finalmente al passo con i tempi per i colleghi (ovviamente resterà a disposizione anche il front-desk dell’ufficio per chi preferisce il servizio vis-a-vis). Il passaggio al digitale permetterà all’Ordine di risparmiare alcune decine di migliaia di euro senza penalizzare i servizi, anzi, migliorandoli e velocizzandoli. Ti ricordo che l’unica voce di entrata di bilancio sono, di fatto, le nostre quote di iscrizione, quindi risparmiare sui costi significa in definitiva aver cura dei soldi che tutti noi siamo tenuti a versare per restare iscritti all’Albo. Un’ultima annotazione, in punta di piedi: tutto questo lavoro io, il tesoriere Franco Ordine e i consiglieri lo abbiamo svolto rinunciando a ogni e qualsiasi forma di retribuzione/remunerazione, compresi i famigerati "gettoni di presenza". Grato per averci seguito fin qui – anche nella lettura - colgo l’occasione per augurarti un 2019 di serenità e di soddisfazioni, pur senza nasconderci le grandi difficoltà del momento storico che stiamo attraversando».
Alessandro Galimberti. Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Lombardia.

domenica 9 dicembre 2018

NO ALL'INGRESSO IN DISCO CON LO SPRAY

NO ALL'INGRESSO IN DISCO CON SPRAY
www.TheObservatory.it Ancona 9.12.18. Cinque adolescenti tra i 14 e i 16 anni e una giovane mamma di 39 sono morti: questo è il terribile blancio causato da un "mix" di scelleratezza di "bullismo da spray" mescolato con con l'alta negligenza dei gestori senza scrupoli di un locale obsoleto e inadempiente nel rispetto delle misure minime di sicurezza in provincia di Ancona. Dopo i fatti di Corinaldo che hanno calcato tutte le prime pagine dei giornali si deve dire con URGENZA un chiaro NO all'ingresso in discoteca a chi detiene bombolette spray urticante, con o senza "Circolare interpretativa" al Decreto Sicurezza recentemente emanato dal Ministro dell'Interno che già vieta l'ingresso nei locali ai condannati per droga e/o risse. Sarebbe più opportuno però dare più mezzi di intervento ai titolari e gestori delle discoteche con una apposita CIRCOLARE URGENTE che il MINISTRO DELL'INTERNO dovrebbe tempestivamente inviare per via telematica (il mezzo cartaceo postale è troppo lento) ai QUESTORI con cui venga ESPLICITAMENTE VIETATO AI FINI DI PUBBLICA SICUREZZA la detenzione personale all'interno dei locali adibiti a discoteca di cosiddette "Bombolette al Peperoncino" o spray urticante. EVENTI ANALOGHI: L'uso spavaldo e inappropriato dello spray era stato già fatto molto vicino nei tempi e nei luoghi, sempre nella stessa regione, al "Donoma" di Civitanova Marche (fotocopertina servizio) un locale frequentatissimo dai giovani e solo per l'accortezza dei gestori in fatto di uscite di sicurezza adeguate con personale preparato si è evitato un "caso Corinaldo". Sarebbe opportuno che la magistratura inquirente e le forze dell'ordine traessero tutte le informazioni utili, magari anche visionando le immagini delle telecamere interne ed esterne al Donoma, per verificare le analogie ed eventualmente scovare il medesimo, o i medesimi autori del gesto di "Bullismo da Spray al peperoncino". (la fotonotizia del Donoma è stata gentilmente concessa dalla redazione www.GlamourNews.it ©)

martedì 27 novembre 2018

TheObservatory.it Più Sicurezza nei Comuni grazie al DL Salvini, se ne parla col Vice Capo della Polizia a Civitanova Marche

Più Sicurezza nei Comuni grazie al DL Salvini
se ne parla col Vice Capo della Polizia a Civitanova Marche
Venerdì 30 novembre 2018, ore 18,00 Sala Consiliare Comune di Civitanova Marche. Dopo il recente evento con il Capo della Polizia di Stato Prefetto Franco Gabrielli per l'inaugurazione di un Parco pubblico dedicato ad un Agente ucciso dalla Mafia, arriva a Civitanova Marche il suo Vice: dottoressa Alessandra Guidi, per illustrare le novità concrete e migliorative per la sicurezza nei Comuni con la nuova Legge Salvini approvata dal Parlamento martedì scorso con voto di fiducia. Più potere ai Sindaci e più mezzi per contrastare la criminalità organizzata e le microcriminalità diffuse a livello locale. Interverrà anche il Professor Avvocato Gerardo Villanacci ordinario di Diritto privato.




mercoledì 21 novembre 2018

Aggressioni e minacce ai Giornalisti

Aggressioni e minacce ai Giornalisti

Vedo nei giornali la forte presenza dell'Ordine dei Giornalisti per dare la cosiddetta "Scorta Mediatica" ai colleghi che sono stati aggrediti e/o minacciati. Non conoscendo direttamente caso per caso i vari episodi recenti posso direttamente citare alcuni degli episodi di cui sono stato vittima. In Italia, e purtroppo anche all'estero, esistono dei movimenti di estrema sinistra denominati Black Block che insorgono violentemente contro le forze dell'ordine e contro le "destre" al governo, causando danni a cose e persone con incendi, deturpamento del decoro pubblico ed altri atti eversivi. L'Osservatorio sull Giustizia ha documentato nel corso degli anni l'esistenza di varie "cellule" di questi gruppi anarchici e insurrezionalisti, in particolare la realtà esistente a Civitanova Marche denominata "Jolly Rogers". Tali soggetti inoltre non hanno mai gradito l'attività di contrasto allo smercio di prodotti contraffatti operato dalle etnie senegalesi, documentato con video e fotonotizie giornalistiche del direttore scrivente dell'Osservatorio. Purtroppo anche i locali carabinieri non hanno mai sopportato la "scomoda" attività giornalistica dell'Osservatorio. Tale insofferenza è stata documentata anche con appositi video che testimoniano l'aggressione operata dai carabinieri di Civitanova Marche a mio danno. All'inizio di settembre 2010, ad esempio, sono stato inseguito e bloccato da un'autovettura di due dei componenti del gruppo anarcoinsurrezionalista Jolly Rogers, il conducente del veicolo mi ha sferrato un forte pugno in faccia causandomi la rottura degli occhiali da vista e una evidente ferita lacerocontusa dell'occhio sinistro a cui sono stati applicati punti di sutura al pronto soccorso per fermare l'emorragia. I carabinieri erano presenti ed hanno osservato tutta la scena, anziché intervenire a mia difesa mi hanno a loro volta aggredito, sbattendomi a terra per sottrarmi la macchina fotografica ed evitare la documentazione del pestaggio. Di più: i carabinieri di Civitanova Marche sono riusciti a scrivere nel loro rapporto che il giornalista si colpiva da solo con un pugno causandosi la rottura degli occhiali. Ora, se un giornalista viene aggredito e minacciato da criminali la cosa calca tutte le cronache televisive, ma se un giornalista viene aggredito dalle forze dell'ordine, in questo caso i carabinieri, stanno tutti "zitti". Ma la notizia non era quella dell'uomo che prendeva a morsi il cane e non viceversa?






sotto: i 3 videoclip dell'aggressione al giornalista ad opera dei carabinieri
sopra: il giornalista documenta la scena dell'aggressione
sotto: il carabiniere De Florio minaccia il giornalista: "oh ... io te la rompo sta macchinetta"
e mentre si apposta alle spalle del giornalista, con il suo collega lo atterrano nel tentativo di sottrargli la macchina fotografica ... rompendola



gli ANARCOINSURREZIONALISTI di Estrema sinistra
Dissidenti Politici della Lega Nord tornano all'attacco

Non soddisfatti del risultato eclatante del 2010 (sopra) gli appartenenti al sodalizio criminale ANARCOINSURREZIONALISTA cellula civitanovese, tornano all'attacco verso lo stesso bersaglio con un vero e proprio blitz paramilitare compiuto il 28 settembre 2011, quindi poco più di un anno dopo del precedente, ma questa volta davanti ad una sede Istituzionale: Palazzo Sforza, sede del Comune di Civitanova MarcheUna volta atterrato dalla bici il gruppo di scellerati ha iniziato a sferrare calci violentissimi alla testa del Giornalista "scomodo" (ex candidato della Lega Nord) correndo il rischio di causarne la morte. Risultato: TIMPANO SFONDATO come da referto medico del Dottor Marco Rossi, un gravissimo danno permanente che avrebbe dovuto far scattare almeno il fermo o l'arresto per gli autori del blitz, cosa che invece, incredibilmente, non è avvenuta!! Sotto: i documenti medici e la rassegna stampa





azioni collegate promosse dall'Ordine dei Giornalisti

martedì 6 novembre 2018

a Calogero Zucchetto Poliziotto ucciso dalla Mafia dedicato un Parco in Riviera

a Calogero Zucchetto Poliziotto ucciso dalla Mafia dedicato un Parco in Riviera
www.TheObservatory.it Riviera Adriatica, Civitanova Marche, 6.11.2018 ore 11,00. Con la partecipazione dei Vertici della Polizia di Stato oggi si è titolato un Parco "area verde attrezzata" all'Agente Calogero Zucchetto, Medaglia d'Oro al Valor Civile, collaboratore del commissario Ninni Cassarà, ucciso dalla Mafia palermitana nella guerra tra clan rivali e forze dell'ordine all'inizio degli anni '80. Per essere sicuri di ammazzarlo "per bene" gli spararono addirittura 5 colpi alla testa il 14 novembre dell'82 quando aveva solo 27 anni. Esecutori materiali due sicari a bordo di una moto nei pressi di un bar nei vicoli di Palermo. In seguito vennero riconosciuti come mandanti i vertici della cupola mafiosa Bernardo Provenzano e Totò Riina. Ne hanno commemorato i meriti il Sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica, il Prefetto di Macerata Iolanda Rolli, il Questore Antonio Pignataro e il Capo della Polizia Franco Gabrielli, Prefetto Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Nazionale ed ex Capo dei Servizi, giunto appositamente da Roma per partecipare all'evento.


sotto: il Capo della Polizia accerchiato dai giornalisti con le Autorità e alle spalle la scultura dedicata all'Agente di Polizia, collocata nello splendido Parco con Palme e verde pubblico attrezzato situato sul Lungomare sud della Città. Altre immagini con il Capo della Polizia, il Questore e la sua assistente; alle spalle c'è pure il Capo della Mobile dottor Albini
sopra e sotto: l'Assessore alla Sicurezza della Città, Giuseppe Cognigni (Lega Matteo Salvini) scatta selfie con il Questore.
 
 
sotto: il Sindaco con l'ex Questore (durante la Giunta Marinelli) e altri funzionari della Polizia di Stato, tra cui Andrea Innocenzi.
sotto: lo splendido Parco, Bandiera Blu

 


lunedì 22 ottobre 2018

MOODY's denunciata alla Procura di Roma dal Codacons

MOODY's
denunciata alla Procura di Roma dal Codacons
22.10.2018 Il Codacons ha presentato oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro l'agenzia di rating Moody's che, come noto, ha declassato l'Italia a seguito della manovra varata dal Governo. Quello di Moody's è un atto a rischio illegittimità che avrà ripercussioni dirette enormi per le tasche dei cittadini italiani e dei risparmiatori - spiega il Codacons - La decisione di declassare l'Italia è stata infatti assunta prima della pronuncia ufficiale dell'Unione Europea sulla manovra del Governo e in assenza di risposte ufficiali delle istituzioni italiane ai rilievi mossi dall'Ue. A destare sospetto è proprio la tempistica seguita da Moody's, che ha proceduto al declassamento pochi giorni prima della decisione Ue valutando quindi una manovra non formalmente definitiva. Il declassamento si configura pertanto come un atto privato volto ad influenzare il mercato e la Commissione Europea e interferisce in un procedimento amministrativo che ha fasi ben precise, le quali non appaiono ancora concluse. Pertanto il Codacons ha deciso di denunciare Moody's alla magistratura italiana chiedendo di aprire una indagine penale sull'agenzia di rating. In caso di apertura di un procedimento da parte della Procura, l'associazione potrà avviare una azione collettiva a tutela dei risparmiatori e dei cittadini italiani palesemente danneggiati da un atto arbitrario assunto con una tempistica del tutto sbagliata e lesiva degli interessi del paese.

martedì 25 settembre 2018

www.TheObservatory.it 3 Forze di Polizia sono troppe, i conti non tornano

3 Forze di Polizia sono troppe
i conti non tornano
 
Roma, Palazzo Chigi 25.9.2018. Per i conti sgangherati del Paese Italia continuare a mantenere ben tre Forze di Polizia è un lusso che non ci si può permettere, anche per il fatto che spesso non c'è coordinamento tra di loro sprecando uomini e tempi ... quindi buttando via altro denaro pubblico. il Vice Premier e Ministro dell'Interno Matteo Salvini, per rispettare le promesse fatte nella conferenza stampa di ieri a Palazzo Chigi, farebbe bene a fare più in grande quella timida manovra di accorpamento già tentata dall'altro "Matteo" (l'ex premier Renzi) quando decise di accorpare la Forestale ai Carabinieri, cioè dovrebbe accorpare i Carabinieri alla Polizia di Stato, scegliendo gli uomini più adatti e mandando in pensione gli altri, potendo così emettere nuovi bandi di arruolamento con forze giovani e riutilizzare le autovetture e i mezzi dei Carabinieri per la Polizia cambiandone solo la scritta (così come è avvenuto per le autovetture del Corpo Forestale), risparmiando i soldi per comprare altri mezzi (costosissimi Elicotteri compresi). I Carabinieri verrebbero così coordinati come dei Poliziotti dal Questore provinciale e non ci sarebbero più accavallamenti di indagini e disorganizzazione, con un netto miglioramento dei costi e della qualità di sicurezza sul territorio.